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Inspire Change, Innovating Futures: AI.MCTO al Congresso Mondiale di Terapia Occupazionale di Bangkok

Dal 9 al 12 febbraio si è tenuto a Bangkok (Thailandia) il Congresso Mondiale di Terapia Occupazionale organizzato dalla World Federation of Occupational Therapists (WFOT), uno degli appuntamenti più importanti a livello internazionale per la comunità professionale.

Al congresso hanno partecipato circa 2700 terapisti occupazionali provenienti da oltre cento Paesi nel mondo, riuniti per confrontarsi sulle sfide globali della salute, sull’innovazione e sul futuro della professione.

Terapia occupazionale, innovazione e sfide globali

Fulcro dell’evento è stato il tema delle connessioni, dell’innovazione e dello sguardo al futuro della terapia occupazionale, in un contesto sanitario e sociale in profonda trasformazione.

In un sistema sanitario globale che si orienta sempre più verso ospedali e case di comunità, e in uno scenario segnato da cambiamenti climatici e instabilità geopolitiche, il ruolo del terapista occupazionale diventa sempre più centrale. La professione è chiamata a rispondere al bisogno delle persone di mantenere la propria identità, di agire in autonomia e di essere efficaci nell’ambiente in cui vivono.

Ricerca clinica e pratica: colmare il gap

Un tema fondamentale affrontato durante il congresso è stato quello della ricerca clinica in terapia occupazionale.

Come ha sottolineato Elspeth Froude, professoressa e National Head of School of Allied Health presso la Australian Catholic University, esiste un divario di circa 17 anni tra le evidenze scientifiche disponibili e la loro effettiva applicazione nella pratica clinica quotidiana.

Eventi internazionali come il Congresso WFOT rappresentano quindi un’occasione preziosa per favorire lo scambio di conoscenze, creare reti professionali e sviluppare progetti che vadano oltre i confini territoriali. Confrontarsi con punti di vista diversi permette di evolvere sia come clinici sia come ricercatori, garantendo buone pratiche fondate sul rigore scientifico, senza perdere la dimensione profondamente umana che deve accompagnare ogni professionista sanitario.

AI.MCTO al Congresso Mondiale: raccontare l’MCTO a una platea internazionale

All’interno di questo contesto internazionale, AI.MCTO ha avuto l’opportunità di presentare il lavoro svolto sull’MCTO, una patologia ancora poco conosciuta.

Queste sono le parole di Marina Usai e Rachele Simeon, che hanno partecipato al Congresso Mondiale di Terapia Occupazionale e presentato il lavoro realizzato per AI.MCTO:

Aver avuto l’occasione di esporre il nostro lavoro in un contesto così prestigioso ci ha permesso di raccontare la storia dell’MCTO, patologia quasi sconosciuta ai più, a una platea di professionisti. Siamo certe che questo contribuirà ad ampliarne la conoscenza e, ci auguriamo presto, a condividere percorsi di cura capaci di migliorare sempre più la qualità della vita delle persone affette da MCTO in tutto il mondo.

Portare l’MCTO in un contesto internazionale come quello del Congresso WFOT significa fare un passo concreto verso una maggiore consapevolezza globale della malattia, promuovendo collaborazione, ricerca e sviluppo di percorsi assistenziali sempre più efficaci.

Uno sguardo al futuro della professione

A chiudere i lavori è stata Samantha Shann, presidente uscente della World Federation of Occupational Therapists e prossima ospite in Italia in occasione del Congresso Italiano di Terapia Occupazionale (22-23 maggio, Genova).

Nel suo intervento conclusivo ha richiamato la forza della professione e il valore della collaborazione tra i professionisti della salute, sottolineando come la sinergia rappresenti una risorsa fondamentale per affrontare le sfide future. Un invito ad accogliere il cambiamento con coraggio e determinazione, continuando a promuovere una visione globale del mondo che desideriamo costruire.